FREEFOX ARCHITECTURE STUDIO
DA VINCI AL MACELLO LUGANO, SWITZERLAND Exposition L'area dell'ex-macello ha svolto nella storia della città di Lugano un ruolo fondamentale, offrendo ai cittadini un luogo pubblico di incontro diventando ben presto il centro pulsante dell'attività produttiva ticinese. Rimanendo per decine di anni testimone silenzioso del cambiamento della città, l'edificio dell'ex-macello conserva tutt'oggi nel tessuto urbano il suo carattere prettamente pubblico La patina del tempo che avvolge i suoi ambienti abbandonati da tempo racconta la storia di Lugano. Le sue innumerevoli cicatrici testimoniano le storie di uomini ed attività che nel corso degli anni hanno abitato i suoi spazi preservandone l'identità. Il progetto architettonico si inserisce in quest'ottica identificandosi come un nuovo livello di questa stratificazione. Si tratta di un progetto volutamente effimero la cui vita è limitata a quattro mesi ma i cuoi contenuti sono destinati a far parte della storia dell'edificio come una delle tante trasformazioni che lo caratterizzano. La natura dualistica del progetto offre al visitatore una piattaforma esterna sollevata dal manto stradale per accogliere eventi aperti al pubblico ed una piattaforma interna custodita dalla totale assenza di illuminazione dell'unico locale centrale. 
La decisione di non illuminare le opere di Leonardo Da Vinci ma di donare ad ogni visitatore una piccola luce porta con se il messaggio che l'Architettura non si limita al costruito ma evoca una spazio emotivo interiore in cui il senso dell'orientamento visivo è sostituito dalla curiosità intellettuale. Il progetto non tocca mai l'esistente ma ne accompagna il perimetro fondendo luce ed ombra nel portale di accesso dalle geometrie volutamente pure come i solidi di Da Vinci.
DA VINCI AL MACELLO LUGANO, SWITZERLAND Exposition L'area dell'ex-macello ha svolto nella storia della città di Lugano un ruolo fondamentale, offrendo ai cittadini un luogo pubblico di incontro diventando ben presto il centro pulsante dell'attività produttiva ticinese. Rimanendo per decine di anni testimone silenzioso del cambiamento della città, l'edificio dell'ex-macello conserva tutt'oggi nel tessuto urbano il suo carattere prettamente pubblico La patina del tempo che avvolge i suoi ambienti abbandonati da tempo racconta la storia di Lugano. Le sue innumerevoli cicatrici testimoniano le storie di uomini ed attività che nel corso degli anni hanno abitato i suoi spazi preservandone l'identità. Il progetto architettonico si inserisce in quest'ottica identificandosi come un nuovo livello di questa stratificazione. Si tratta di un progetto volutamente effimero la cui vita è limitata a quattro mesi ma i cuoi contenuti sono destinati a far parte della storia dell'edificio come una delle tante trasformazioni che lo caratterizzano. La natura dualistica del progetto offre al visitatore una piattaforma esterna sollevata dal manto stradale per accogliere eventi aperti al pubblico ed una piattaforma interna custodita dalla totale assenza di illuminazione dell'unico locale centrale. 
La decisione di non illuminare le opere di Leonardo Da Vinci ma di donare ad ogni visitatore una piccola luce porta con se il messaggio che l'Architettura non si limita al costruito ma evoca una spazio emotivo interiore in cui il senso dell'orientamento visivo è sostituito dalla curiosità intellettuale. Il progetto non tocca mai l'esistente ma ne accompagna il perimetro fondendo luce ed ombra nel portale di accesso dalle geometrie volutamente pure come i solidi di Da Vinci.